AL VIA LA RIFORMA TRIBUTI LOCALI, SEGNA LA STORIA DEL FVG

L'Assessore regionale Roberti, ieri al comitato esecutivo di ANCI FVG, sottolinea il ruolo che avranno ANCI e ComPA FVG

“Con l’avvio del percorso che porterà alla riforma dei tributi locali inizia un passaggio che segnerà la storia del Friuli Venezia Giulia. Questo infatti è un tassello importantissimo per l’autonomia della Regione, che passa attraverso l’autonomia tributaria con l’acquisizione di una nuova competenza sui tributi immobiliari”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, incontrando ieri pomeriggio i sindaci componenti del Comitato esecutivo di Anci Fvg.

Proprio all’Anci Roberti ha attribuito un ruolo importante nell’avvio della riforma, con riferimento non solo alla condivisione politica con l’organismo di rappresentanza dei Comuni, ma anche al supporto tecnico che potrà giungere da ComPa, il centro di competenza e formazione dell'Anci, che l’assessore ha indicato come “braccio operativo”.

Esprimiamo soddisfazione in merito al cammino intrapreso dalla Regione sulla riforma tributaria - ha commentato Dorino Favot, presidente di Anci Fvg -  poiché da un lato si esercita la specialità della Regione Fvg e dall’altro si avvia un percorso di collaborazione stretta tra Regione, mondo delle Autonomie ed esperti come quelli di Compa e del mondo accademico che permetterà una applicazione della riforma tributaria che sia calata sulla realtà specifica del Fvg”.

Per attuare la riforma che consentirà anche al Friuli Venezia Giulia, come già avviene nelle Province autonome di Trento e Bolzano, di avere una vera e propria politica fiscale saranno necessarie competenze specifiche e un confronto serrato con i vari portatori di interesse in gioco.

“Bisogna agire con responsabilità per garantire la tenuta del sistema – ha sottolineato Roberti -. Si tratta di una sfida più grande di quella realizzata con il sistema integrato di finanza pubblica, perché costituisce qualcosa di completamente nuovo, in un contesto molto difficile dove anche le altissime competenze che in Regione si occupano di fiscalità non hanno mai finora trattato la partita dei tributi immobiliari. Ci prepariamo in questa fase quindi ad una richiesta di formazione che dovrà coinvolgere anche i Comuni, ancora non formati a sviluppare un sistema di tributi calato concretamente sul nostro tessuto economico”.

Roberti ha quindi indicato il percorso, di durata medio-lunga, che porterà alla definizione della legge entro settembre 2022 e comporterà una stretta sinergia tra Regione, Anci, ComPa e altri soggetti per la stesura tecnica della norma.

“Vi chiedo di mettere a disposizione la vostra sensibilità politica per trovare il punto di equilibrio del sistema affinchè le norme siano funzionali al saldo del gettito che comunque dovrà essere garantito allo Stato, nonché la ponderazione dei vari interessi in campo che coinvolgono categorie economiche, sindacati e parti sociali”. 

L’assessore ha poi ricordato come nell’ambito dei tributi immobiliari è stata ricompresa la cessione da parte dello Stato della competenza sui tributi per i capannoni industriali, partita attualmente ad introito interamente statale. Il gettito sui capannoni vale 92 milioni di euro, ma come ha specificato Roberti “il Friuli Venezia Giulia avrà diritto a disciplinare anche questa voce fiscale, ma la Regione dovrà ristorare lo Stato del mancato incasso. Il valore aggiunto di questa operazione a saldo zero sta però nell’autonomia e nella possibilità di un’assunzione di responsabilità diretta sul “come” garantire quel gettito”.

La prima fase della riforma poggerà su quattro pilastri: la creazione di una struttura interna alla Direzione centrale autonomie locali dedicata ai tributi locali; la collaborazione permanente con Anci-ComPa; l’istituzione di un Comitato tecnico (che includerà funzionari regionali, comunali, professionalità accademiche o esterne alle Pa); l’istituzione di un Tavolo di concertazione quale luogo di confronto tra i vari portatori di interesse. L’incontro con il Comitato esecutivo Anci è stata anche l’occasione per ritornare sulla riforma della Polizia locale approvata la sorsa settimana dall’Aula e in procinto di essere pubblicata sul Bur nei prossimi giorni. 

“Il principio che ispira la norma è garantire un servizio quanto più omogeneo su tutto il territorio regionale e avere inoltre la disponibilità di corpi di polizia specializzati a beneficio di tutti i Comuni. Fatico a comprendere polemiche perché in gran parte si tratta di adeguamento della vecchia legge 9 alle nuove normative nazionali. In ogni caso, se posso capire il cristallizzarsi di posizioni ideologiche, non accetto invece mistificazioni perché la norma non va contro i piccoli Comuni, a cui viene lasciata piena autonomia nella scelta dei servizi da attivare a fronte comunque di risorse che la Regione garantisce” è quanto ha ribadito l’assessore.