APPALTI, ENTI LOCALI E LAVORATORI DISAGIATI

Il percorso fatto da Anci FVG, ComPA FVG, Regione e le Associazioni delle Cooperative

Sviluppare degli strumenti utili ai Comuni per quanto concerne le gare d’appalto, concentrandosi in particolare sul tema della definizione della base d’asta, ma anche per analizzare come effettuare l’inserimento lavorativo negli appalti pubblici, soprattutto quando si tratta di persone svantaggiate. Sono questi alcuni degli argomenti che sono stati trattati ieri durante l’incontro promosso da Anci Fvg, ComPA FVGAlleanza delle Cooperative italiane, e la Regione Fvg nella sede di Enaip a Pasian di Prato e che hanno visto tra i relatori anche il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi e l’assessore al Patrimonio Sebastiano Callari.

Le gare d’appalto

Una delle maggiori difficoltà che solitamente incontrano gli enti locali quando devono strutturare un bando, riguarda la definizione del costo per un determinato servizio (pulizie, trasporto scolastico, mensa ecc), elemento che spesso varia con motivazioni ben precise. Grazie al confronto fra la stazione appaltante e i fornitori, - in particolare le cooperative che sono i principali attori in questo settore - è stato possibile per entrambe le parti comprendere quali siano le componenti che vanno a formare il prezzo, argomento al centro del dibattito. Lo scopo finale è quello di permettere, ad ambedue i soggetti, di saper valutare al meglio i capitolati e le offerte fatte, migliorando così gare e servizi.

I lavoratori disagiati

Nel convegno è stato trattato anche il tema della valutazione dell’inserimento lavorativo, argomento su cui recentemente la Regione, in particolare la direzione Sanità, sta puntando molto. A tal fine ha promosso un tavolo di lavoro che mette insieme per la prima volta tutti i soggetti coinvolti su questa tematica - Associazioni delle cooperative, stazioni appaltanti di sanità e EELL- , rappresentanti sindacali, tutti importanti soggetti che giocano un ruolo “sociale” per migliorare le politiche in questo settore oltre che la gestione  dei finanziamenti.

I numeri 

Attualmente sono 789 i lavoratori svantaggiati stabilmente inclusi nelle 84 cooperative sociali di inserimento lavorativo del Friuli Venezia Giulia. Sono 25 mila in Italia. Persone che, senza queste imprese, non riuscirebbero a introdursi nel mercato del lavoro e finirebbero ai margini. 

Le dichiarazioni 

«La cooperazione sociale di inserimento lavorativo ha dimostrato come sia possibile fare vera impresa che compete sul mercato e investe, anche coinvolgendo nel processo produttivo i lavoratori e le lavoratrici che le altre imprese tendono ad escludere – spiega Luca Fontana -e sono pertanto un potente strumento per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone svantaggiate in grado di migliorare la qualità della loro vita e nel contempo di generare un significativo risparmio di risorse pubbliche tanto da farne uno dei migliori esempi di politica attiva del lavoro». 

Le cooperative però sono messe a dura prova da un mercato sempre più competitivo e da enti locali alla ricerca di risparmi ad ogni costo e incapaci di cogliere come l’inserimento lavorativo rappresenti un interesse pubblico che i soggetti pubblici dovrebbero salvaguardare. «Anci Fvg - ha commentato il presidente Dorino Favot - ha intrapreso già tre anni fa un percorso di confronto e di dialogo con le cooperative per permettere la sensibilizzare sul tema dei Primi cittadini e gli enti locali, che possono così fare la loro parte anche a livello sociale. Strumenti utili, infine, vengono forniti dalla Regione che conferma la sua volontà di intraprendere questo percorso vista anche la presenza del vice presidente Riccardi e dell’assessore Callari”.